Un gruppo di ricercatori del
College of Medicine dell'Universita' di California a Irvine, guidati da Daniele
Piomelli, in collaborazione con ricercatori dell'Universita' di Urbino, hanno
sviluppato due nuove molecole, chiamate Urb532 e Urb597, capaci di inibire
l'enzima FAAH (fatty acid amide hydrolase), che normalmente degrada
l'endocannabinoide anandamide.
L?effetto di queste molecole
e' percio' di prolungare l'azione dell'anandamide, normalmente assai breve.
Come il THC, il principale principio attivo della Cannabis, l'anandamide ha una
complessa azione a livello cerebrale, tra cui un'azione diretta sui circuiti
nervosi che controllano certi tipi di reazioni emotive. Secondo i primi studi
sugli animali, il risultato del prolungamento dell'azione dell'anandamide
dovuto a Urb532 e Urb597 sarebbe essenzialmente la riduzione degli stati
d'ansia e di depressione.
Secondo Satish Kathuria, uno
dei ricercatori dell?Universita' di Irvine, la ricerca conferma che il sistema
endocannabinoide e' il circuito nervoso direttamente coinvolto almeno in alcuni
stati emotivi di tipo ansioso.
Secondo Piomelli, come certi
soggetti hanno livelli anormalmente bassi di serotonina (e rispondono quindi
bene ai farmaci antidepressivi dell'ultima generazione, che aumentano la
disponibilità di serotonina a livello dei recettori), altri soggetti potrebbero
avere livelli anormalmente bassi di anandamide, e potrebbero quindi essere
aiutati dai nuovi FAAH-inibitori.
Si prevede che le nuove
molecole saranno studiate anche nell'uomo entro un anno.
Fonte : Kathuria S, et al. Modulation of anxiety
through blockade of anandamide hydrolysis. Nat Med 2002 Dec 2
http://dx.doi.org/10.1038/nm803
I livelli di anandamide nel
fluido cerebrospinale sono 8 volte più alti negli schizofrenici paranoidi al
primo episodio che nei controlli sani. Tale alterazione è assente negli
schizofrenici già trattati con antipsicotici “tipici”. Inoltre, negli schizofrenici
acuti non trattati, i livelli di anandamide nel liquido cerebrospinale sono
correlati negativamente con i sintomi psicotici. I risultati suggeriscono che
l’aumento dell’anandamide nella schizofrenia acuta paranoide può
riflettere un adattamento
compensatorio allo stato
patologico. (Fonte: Giuffrida A et al.
Neuropsychopharmacology 2004;29(11):2108-2114.)
Secondo una ricerca
dell’Università dello Saskatchewan, Canada, I cannabinoidi che si legano al
recettore CB1 promuovono lo sviluppo di nuove cellule nervose nell’ippocampo,
regione cerebrale molto importante per la memoria e il comportamento. Questo
effetto cannabinoide può ridurre ansia e depressione..
Gli scienziati hanno usato il
cannabinoide sintetico HU210 che agisce in maniera simile al THC sui recettori
CB1 del cervello. Il trattamento cronico con il cannabinoide, ma non l’acuto,
ha promosso la proliferazione di cellule nervose nell’ippocampo di ratti adulti
e ha esercitato effetti simili a quelli di un ansiolitico e di un
antidepressivo.
Altre sostanze legali o
illegali, inclusi oppiacei, alcool, nicotina e cocaina, hanno dimostrato di
sopprimere la formazione di nuove cellule cerebrali quando usate in maniera
cronica, ma l’effetto della cannabis era poco conosciuto. La cannabis sembra
“essere l’unica sostanza illecita la cui capacità a produrre.. un incremento
dei neuroni si correla in maniera positiva con i suoi effetti (antiansia) e antidepressivi”
hanno scritto il Dr. Xia Zhang e I suoi colleghi nell’articolo
sul numero di novembre del Journal of Clinical Investigation, che è già stato
pubblicato online il 13 ottobre.
(Fonte: Jiang W, Zhang Y,
Xiao L, Van Cleemput J, Ji SP, Bai G, Zhang X. Cannabinoids promote embryonic
and adult hippocampus neurogenesis and produce anxiolytic- and antidepressant-like
effects. J Clin Invest. 2005 Oct 13 [Electronic publication ahead of print];
United Press International of 13 October 2005)