RICERCA: CONFERME SUL RUOLO DEI CANNABINOIDI NEL TRATTAMENTO DELLE
CONVULSIONI
La stimolazione dei recettori cannabinoidi CB1 sembra essere in grado proteggere i neuroni contro la eccitossicita', il pericoloso stadio di
iperstimolazione, tipico di molte malattie neurodegenerative e dell'epilessia. Questa e' la scoperta dell'equipe internazionale guidata da Giovanni Marsicano dell'Istituto Max-Planck di Psichiatria di Monaco di Baviera in Germania, che
ha pubblicato i suoi risultati sulla rivista Science. Il gruppo di ricercatori ha testato gli evidenti effetti protettivi del cannabinoide in topi cui era stato somministrato un potente neuroeccitatore, l'acido cainico (KA). "E' incredibile", dice Beat Lutz, del Max Planck Institute, "in alcuni casi la Cannabis ha avuto effetto sul cervello dei topi dopo appena 10-15 minuti".
Fonte: Marsicano et al. CB1 Cannabinoid Receptors and On-Demand Defense Against Excitotoxicity Science
RICERCA: EFFETTI ANTIEPILETTICI DELLA ATTIVAZIONE DEI RECETTORI ENDOCANNABINOIDI
Alcuni studiosi canadesi riportano in un articolo pubblicato sulla rivista Epilepsia che la n-palmitoiletanolamide, una sostanza che sembra legarsi e attivare i recettori CB2 del sistema degli endocannabinoidi, ha effetto protettivo sulle crisi epilettiche indotte nel ratto dal pentilenetetrazolo,composto chimico ad azione convulsivante, mentre non ha effetto sulle crisi scatenate in altro modo.Lo studio è interessante sia perchè rileva un'azione selettiva antiepilettica di questo endocannabinoide, efficace soltanto in un tipo di crisi indotte sperimentalmente,sia perchè mostra come l'attivazione di un recettore presente soltanto nei tessuti periferici e non nel cervello, il CB2 appunto, possa avere effetto terapeutico nei confronti di una patologia squisitamente cerebrale come l'epilessia.
Fonte: Sheerin AH et al. Selective antiepileptic effects of N-palmitoylethanolamide, a putative endocannabinoid. Epilepsia,45:1184-1188,2004.
SCIENZA: PERCHÉ L’USO DELLA CANNABIS DANNEGGIA LA MEMORIA MA POTREBBE SERVIRE CONTRO L’EPILESSIA
Gli scienziati potrebbero aver appena scoperto perché la cannabis inibisce la memoria e perché gli endocannabinoidi potrebbero essere utili contro l’epilessia. I neuroscienziati David Robbe e Gyorgy Buzsaki della Rutgers University e i loro colleghi hanno registrato l’attività dell’ippocampo nei ratti. Normalmente le cellule cerebrali di questa regione encefalica tendono a sincronizzare la loro attività elettrica.
Quando i ricercatori hanno iniettato ai ratti il THC o un cannabinoide sintetico, hanno scoperto che il lavorio normalmente sincronizzato dell’ippocampo diventava affatto irregolare. Mentre le cellule non cambiavano tutte le volte che scatenavano impulsi nervosi, il loro tempismo diventava irregolare. Immaginate un’orchestra i cui musicisti diventano sordi e forse anche ciechi, ha detto Buzsaki.
I ricercatori ritengono che l’attività sincronica delle cellule encefaliche sia cruciale per la formazione della memoria e pensano che il THC interrompa tale attività. Gli scienziati suggeriscono che il modo in cui il THC disturba l’attività sincronizzata delle cellule encefaliche possa aiutare a combattere l’epilessia. Durante le convulsioni infatti la sincronicità dell’attività cerebrale risulta abnormemente accentuata. Sull’argomento si consulti anche: http://livescience.com/humanbiology/061119_pot_memory.html
(Fonti: LiveScience.com del 19 novembre 2006, Robbe D, Montgomery SM, Thome A, Rueda-Orozco PE, McNaughton BL, Buzsaki G. Cannabinoids reveal importance of spike timing coordination in hippocampal function. Nat Neurosi. 2006 Nov 19; [pubblicazione elettronica in anticipo sulla stampa])