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USA: Sostenitori della cannabis terapeutica denunciano il governo federale
Basandosi
sui risultati degli studi condotti sulla cannabis fumata in pazienti con dolore
neuropatico associato all’HIV, l’associazione Americans for Safe Access ha
denunciato il governo federale il 21 febbraio per la sua dichiarazione che la
cannabis non avrebbe benefici medici accettati. Lo studio condotto a San
Francisco dall’Università della California, pubblicato nel febbraio
Il
gruppo di auto-aiuto della California esige che sia un giudice a obbligare il
Dipartimento e la Food and Drug Administration a cessare di diffondere
informazioni che mettano in dubbio l’efficacia della cannabis nel trattamento
di varie affezioni. “La posizione dell’FDA sulla cannabis terapeutica è
scorretta, disonestae in flagrante violazione delle leggi che impongono al
governo di basare la sua politica su dati scientifici accertati”, ha affermato
in una dichiarazione un portavoce dell’associazione Americans for Safe Access.
(Fonte: Associated Press del 21 febbraio 2007)
da: http://www.disabili.com/content.asp?L=1&IdMen=121&SUBC=7125
Una clamorosa sentenza riconosce
che l'uso terapeutico, anche se non previsto dal Codice Civile, è una legittima
causa di giustificazione: quindi, curarsi con la Cannabis non costituisce
reato.
Ci riferiamo al caso di un uomo di 46 anni sieropositivo che il 19 Aprile
L'uomo sosteneva di usare tali sostanze a scopo terapeutico.
Il P.M. di Reggio Calabria lo rinvia a giudizio contestandogli il reato di
detenzione illegale di stupefacenti, ma il giudice dell'udienza preliminare,
dopo aver esaminato l'ampia documentazione scientifica presentata dalla difesa
a sostegno della validità terapeutica dei derivati della Cannabis in pazienti
con HIV, sentenzia il non luogo a procedere perchè il fatto non costituisce
reato.
"L'uso terapeutico, nella misura in cui si qualifica come elemento serio,
scientificamente riscontrabile, interviene sulla struttura stesa della
fattispecie penale, di cui azzera l'antigiuridicità, qualificandosi per tanto
come scriminante tacita".
Per la prima volta in Italia viene riconosciuto esplicitamente l'uso
terapeutico.
da: http://www.disabili.com/content.asp?Subc=6595&L=1&idMen=82
...le affermazioni di Lino
Vinci, "La cannabis mi scioglie i muscoli, diminuiscono i dolori e riesco
a camminare", e ricordare anche il caso che lo ha visto protagonista di un
atto di disobbedienza civile e di provocazione politica.
Lino Vinci, ex Assessore, ex Presidente di Quartiere ed ex Presidente di
Aziende Municipalizzate, che dal 1989 è malato di sclerosi multipla
secondariamente progressiva, lo scorso 13 dicembre si era recato in una
farmacia di Rimini, accompagnato da fotografi e dai radicali Rita Bernardini e
Werther Casali, per acquistare con ricetta prescritta dal suo medico curante,
il Marinol, un farmaco a base di cannabis che serve a rilassare la muscolatura.
La farmacia ne era sprovvista e la farmacista dichiarò che, comunque, non lo
avrebbe potuto vendere perchè illegale.
A quel punto, fuori dalla farmacia ed in presenza di fotografi, Rita Bernardini
e Werther Casali danno a Vinci due bustine di marjuana di quantità
corrispondente alla prescrizione medica.
Ad assistere c'erano anche dei poliziotti in borghese che hanno così dovuto
sequestrare le bustine di marijuana ed accompagnare in questura Lino Vinci,
Werther Casali e Rita Bernardini.
Ma non è tutto: Vinci è stato segnalato alla Prefettura come assuntore di
droghe.
"promuovere iniziative individuali e collettive atte a modificare le norme
di legge e le disposizioni ministeriali che ostacolano o limitano l'accesso
alla terapia medica con cannabinoidi".
http://www.disabili.com/content.asp?Subc=6597&L=1&idMen=82
intervista in esclusiva con il
Prof. Battaglia, Presidente dell'AISM - Associazione Italiana Sclerosi
Multipla.
La legge italiana, ovvero il testo unico sugli stupefacenti n. 309 del 1990,
chiama la pianta in questione Cannabis Indica anziché Cannabis Sativa,
sottospecie Indica, trascurando la classificazione botanica della pianta. La
disposizione che interessa maggiormente i medici e, di riflesso, i pazienti, è
quella contenuta nell'articolo 43, intitolata Obblighi dei medici chirurghi e
dei medici veterinari, del T.U. 309/90, in quanto il medico chirurgo, deriva da
questa norma la sua legittimazione a prescrivere i derivati della Cannabis
Indica.
Altro elemento che depone nel senso della possibilità di prescrizione medica
dei derivati della pianta in questione è costituito dal fatto che la Cannabis
Indica, nelle forme di foglie, olio e resina, è anche elencata nella Tabella
II, a sua volta compresa all'interno della Tabella VII, della X edizione
della Farmacopea Ufficiale.
Pertanto, appare evidente che i derivati della Cannabis, sia naturali sia
sintetici, possono essere prescritti a norma di legge.
In Italia non vengono effettuate prescrizioni di farmaci contenenti
cannabinoidi perchè manca un produttore autorizzato.
E' possibile effettuare prescrizione di farmaci contenenti derivati della
cannabis solo attraverso importazione da uno Stato Estero, secondo DM 11
febbraio 1997
,Esempio recentemente a noi riferito è la possibilità di applicare tale Decreto
tramite richiesta di autorizzazione di importazione di un farmaco a base di
cannabis, eseguita dalla farmacia interna di una struttura Ospedaliera, in
seguito a prescrizione medica.
Ciò premesso, in presenza di conferme scientifiche sugli effetti di farmaci
utilizzabili per la Sclerosi Multipla, l'AISM, analogamente a quanto fatto per
altri tipi di farmaci, chiederà che i medici abbiano a disposizione tali nuovi
prodotti a carico del SSN.
Dal sito dell'ADUC
16-02-2005, ore 21:20:25
Italia. Trento: non e' reato una piantina di canapa sul balcone
Coltivare qualche pianta di canapa indiana sul balcone di casa non e' reato. Lo
ha stabilito oggi il giudice dell'udienza preliminare di Trento, Carlo Ancona,
che ha assolto un giovane di 19 anni dall'accusa di coltivazione di piante da
cui possono ricavarsi sostanze stupefacenti. Secondo il giudice e' vero che la
legge vieta tali coltivazioni ma esiste giurisprudenza secondo cui non si puo'
definire 'coltivazione' la presenza di alcune piante in vaso sul balcone di
casa. Il ragazzo era stato arrestato lo scorso anno perche' in casa gli erano
state trovate 32 piante di canapa indiana, di cui
7 Gennaio 2003, ore 12:18:38
Italia. Cannabis: e' arrivato il primo distributore automatico di semenze di
canapa
Andrea de Angelis (www.antiproibizionisti.it) Esce in Italia il primo
distributore automatico di semenze di canapa grazie all’iniziativa di un
esercizio commerciale in provincia di Modena. Nella Valle del Rif, questo il
nome del negozio nei pressi di Soliera (Modena), uno dei tanti sparsi sul
territorio nazionale specializzati in "accessori" per cannabis e
derivati, se non fosse per questa nuova iniziativa totalmente legale. Infatti
in Italia i semi sono esclusi dalla nozione legale di Cannabis, cio' significa
che essi non sono da considerarsi sostanza stupefacente (L. 412 del 1974, art.
1, co. 1, lett. b). Da segnalare anche come questo negozio abbia predisposto
anche la possibilità di acquisti on-line. www.nellavalledelrif.it
04-01-2003, ore 18:16:30
Italia. Rimini: il Sindaco promette il farmaco a base di cannabis
Lino Vici avra' il Marinol, un farmaco con la stessa sostanza attiva della
marijuana, parola di Sindaco. Alberto Ravaioli, popolare, ha telefonato allo
stesso Vici in occasione delle feste e gli ha promesso che usera' i suoi
contatti medici oltreoceano per farglielo arrivare direttamente dagli Stati
Uniti. Lino Vici era stato protagonista lo scorso 13 dicembre di una
disobbedienza civile con la presidente di Radicali Italiani Rita Bernardini.
Nell'occasione infatti Lino Vici si era presentato in farmacia munito di una
regolare ricetta medica chiedendo della cannabis, di fronte alla mancanza del
"farmaco", uscito dalla farmacia era stata la stessa Bernardini a
consegnargliela. "Il Sindaco mi ha assicurato che fara' arrivare
dall'America questo farmaco che mi puo' aiutare ad alleviare i dolori" ,
cosi' ha dichiarato Vici al Corriere di Rimini nel riferire la promessa del
primo cittadino. Vici, gia' presidente (per i Democratici di Sinistra) del
Quartiere 4 di Rimini, soffre di distrofia muscolare e da tempo ha deciso di
impegnarsi insieme ai radicali in questa battaglia per la cannabis terapeutica.
18-07-2002, ore 17:07:16
Italia. Tribunale di Gela: coltivare marijuana non e' reato se e' per uso
personale
Per il tribunale di Gela, oltre al prezzemolo e al basilico, e' possibile
coltivare in casa anche marijuana, in modica quantita', senza incorrere negli
strali della legge, se della droga s'intende fare un uso personale. L'ha deciso
con una sentenza unica in Sicilia il giudice per l'udienza preliminare, Simone
Silvestri, che, accogliendo la tesi dell'avvocato Carmelo Brentino, del foro di
Gela, ha dichiarato il non luogo a procedere nei confronti di un imputato,
Antonio Diego Cassara', di 35 anni, accusato di coltivazione e detenzione di
stupefacenti ai fini dello spaccio. L'uomo fu arrestato il 6 agosto dello
scorso anno dalla guardia di Finanza che lo sorprese a coltivare due piantine
di marijuana, dell'altezza di un metro, nel balcone della sua abitazione.
Durante la successiva perquisizione domiciliare, le fiamme gialle rinvennero altri
Italia/Usa. Due modi diversi di condurre la lotta per la legalizzazione della cannabis terapeutica California, Alaska, Arizona, Colorado, Hawaii, Nevada, Oregon e Washington hanno legalizzato l'uso terapeutico della cannabis. Ma i raid della polizia federale nei circoli della West Coast sono all'ordine del giorno, tant'e' che l'amministrazione del Comune di San Francisco ha proposto che a novembre, quando ci saranno le elezioni, si faccia anche un referendum perche' sia la stessa amministrazione a produrre la cannabis e a distribuirla. Ma in Nevada non si fermano, perche' nelle prossime elezioni di novembre, si dovra' votare un referendum che legalizza il possesso della cannabis. Fatto che ha agitato lo zar antidroga John Walters, prodigatosi in dichiarazioni che invitano al voto contra rio. Questa e' una piccola fotografia dello stato dei fatti del vasto movimento pro-legalizzazione che sta percorrendo in lungo e in largo gli Stati Uniti, e che, con la questione della cannabis terapeutica, sta cominciando a registrare non secondari successi, sconfinando anche li' dove, solo fino a qualche anno fa, la legalizzazione della "sostan za demoniaca" era pura astrazione. Cioe' sta portando sulla sponda della legalizzazione anche persone che fino a poco tempo prima non avrebbero mai pensato di avere un rapporto sereno con la droga (anche perche' in lingua inglese, con la parola "drug", oltre a quelle che noi chiamiamo droghe, si indicano quelli che noi chiamiamo farmaci, e per que sto l'assimilazione tra gli effetti dei due prodotti e', grazie all'influenza linguistica, piu' facilmente comprensibile nella sua funzione medica). Una fotografia che ci serve a capire come il movimento per la legalizzazione non si nasconde dietro quella sorta di prurito moralistico che, invece, in Italia si manifesta attraverso lo sbracciamento di coloro che sostengono che la legalizzazione della cannabis terapeutica non c'entra niente con quello per l'uso ludico. Sicuramente sono due cose diverse, anche perche' le proposte fino ad oggi avanzate ne prevedono solo la legalizzazione per uso medico, ma non si puo' mettere la testa sottoterra nel non-notare che un'approvazione di una legge i n questo senso aprirebbe un vasto fronte. Che non e' quello del passaggio obbligato alla legalizzazione ludica, ma e' quello di rapportare alla piantina molte persone oggi su un fronte di totale chiusura. Cioe' di far entrare nella vita quotidiana un prodotto che oggi e' l'incubo per molte famiglie, oltre che l'occasione per molti esponenti dell'a ttuale Governo di dimenarsi nelle invenzioni della sua pericolosita' e nella comparazione dei suoi effetti a quelli, per esempio, della cocaina e dell'eroina. Quando il senatore Riccardo Pedrizzi di Alleanza Nazionale, viene puntualmente intervistato dall'agenzia Ansa per far sentire una voce di dissenso alle numerose mozioni di enti locali che ch iedono al Governo nazionale la legalizzazione dell'uso terapeutico della cannabis, e tuona contro dicendo che non se ne parla neanche, perche' e' la via per altri intendimenti .... non ha torto. E chi sostiene che invece abbia torto, lo fa con una grossa fetta di ipocrisia e bugia politichese. Perche' non si puo' negare che la battaglia per la leg alizzazione di cio' che e' vietato ma di uso corrente, non e' tanto sullo specifico prodotto, ma e' perche' l'individuo sia messo in condizione di scegliere come e cosa fare con se stesso. E le droghe illecite, oggi, sono la punta piu' evidente di un iceberg di divieti su cui si sostengono buona parte delle nostre leggi, e su cui si fonda altretta nta buona parte della cultura piu' diffusa. La legalizzazione della cannabis terapeutica va quindi vista in questo senso. Se poi, dopo, sara' una porta verso la legalizzazione dell'uso ludico, non e' automatico. Ma sicuramente e' un importante sgretolamento del moloch dello Stato mamma e papa'. Il collegamento con quanto succede in Usa e' presto f atto: li' il movimento legalizzatore sta raccogliendo questa occasione e la chiama per nome e cognome, dando cosi' una piu' ampia possibilita' perché ognuno comprenda l'importanza di legalizzare certe sostanze. Un salto di qualita' del movimento quindi, con un ragionamento e una occasione in piu' per far comprendere la "naturalezza" delle proprie proposte. Succedera' altrettanto in Italia? O dovremo rassegnarci al modello cattolico apostolico romano di chiedere le cose facendo finta di non averle chieste, vergognandosene un po', e camuffando questa come forma di alta strategia politica?