Studi sulla cannabis(in inglese)
Studi
e novità sulla cannabis(in italiano)
Indice
SCIENZA: USO A LUNGO TERMINE
DI UN ESTRATTO DI CANNABIS IN PAZIENTI CON SCLEROSI MULTIPLA (SM)
SCIENZA: IN UNO STUDIO CLINICO, LA CANNABIS RIDUCE IL DOLORE NEUROPATICO DA
SCLEROSI MULTIPLA
SCIENZA: CANNABIS E THC RIDUCONO L’INCONTINENZA NELLA SCLEROSI MULTIPLA IN
UN AMPIO STUDIO CLINICO
SCIENZA: TRE STUDI DIMOSTRANO GLI
EFFETTI TERAPEUTICI DELLA CANNABIS NELLA SCLEROSI MULTIPLA (SM)
L'ESTRATTO MEDICINALE A BASE DI CANNABIS
MIGLIORA LA SPASTICITÀ NEI PAZIENTI CON SCLEROSI MULTIPLA
SCIENZA: CANNABIS E SCLEROSI MULTIPLA -
2
SCIENZA: CANNABIS E SCLEROSI MULTIPLA,
BENEFICI A LUNGO TERMINE
CANNABIS
MEDICINE TRIAL REVEALS BENEFIT TO MS SUFFERERS
GB. CANNABIS TERAPEUTICA: I PRIMI
RISULTATI POSITIVI DELLA SPERIMENTAZIONE UFFICIALE
SCIENZA: UN ESTRATTO DI CANNABIS È
EFFICACE NELLA SCLEROSI MULTIPLA
SCIENZA: IL FORTE CONSUMO DI CANNABIS
NON HA EFFETTI A LUNGO TERMINE SULL'INTELLIGENZA GLOBALE
OLANDA: CANNABIS SU PRESCRIZIONE ENTRO
UN ANNO
SCIENZA: EFFETTI ANALGESICI DEL
CANNABINOIDE CT-3 NEL DOLORE NEUROPATICO
SCIENZA: I CANNABINOIDI INIBISCONO LA
NEURODEGENERAZIONE NELLA SM
SCIENZA: UN VASTO STUDIO BRITANNICO
MOSTRA CHE LA CANNABIS RIDUCE I SINTOMI DELLA SCLEROSI MULTIPLA
CANNABIS
MEDICINE TRIAL REVEALS BENEFIT TO MS SUFFERERS
MEDICINA: GB,MARIJUANA PUO' AIUTARE
MALATI SCLEROSI MULTIPLA
SCIENZA: IL THC E LA CANNABIS ALLEVIANO
IL DOLORE NELLA SCLEROSI MULTIPLA
SCIENZA: CANNABIS E SISTEMA IMMUNITARIO
Uno studio aperto su 137 malati di SM con sintomi non controllati
soddisfacentemente con i farmaci standard è stata condotta con uno estratto
orale di cannabis (Sativex) per investigare efficacia e sicurezza a lungo
termine. I partecipanti hanno completato uno studio di 10 settimane controllato
con placebo e sono stati seguiti in media per 434 giorni (range 21-814).
Un totale di 58 pazienti (42.3 per cento) si è ritirato per mancanza di
efficacia (24 pazienti), effetti avversi (17) e altri motivi (17). I pazienti
hanno riferito 292 effetti indesiderati, di cui l’86% lieve o moderato, incluso
dolore in bocca (28 pazienti), vertigini (20), diarrea (17), nausea (15) e
disturbi della mucosa orale (12). Tre pazienti ebbero 5 effetti avversi seri (2
convulsioni, 1 caduta, 1 polmonite, 1 infiammazione intestinale). Quattro
pazienti hanno avuto la loro prima convulsione.
I miglioramenti ottenuti e i dosaggi presi nello studio acuto rimasero
stabili. Una interruzione improvvisa pianificata in 25 pazienti non provocò una
vera sindrome da astinenza, benché 11 pazienti (46 per cento) abbiano riportato
almeno un sintomo da astinenza (stanchezza, sonno interrotto, vampate calde e
fredde, alterazioni dell’umore, ridotto appetito, labilità emozionale,
intossicazione o sogni vividi). Gli autori concludono che l’uso a lungo termine
di un estratto di cannabis"mantiene il suo effetto nei pazienti che hanno
avuto benefici fin dall’inizio. La precisa natura e frequenza dei rischi a
lungo termine, specialmente l’epilessia, richiederà studi su più pazienti e per
più tempo."
(Fonte: Wade DT,
Makela PM, House H, Bateman C, Robson P. Long-term use of a cannabis-based
medicine in the treatment of spasticity and other symptoms in multiple
sclerosis. Mult Scler 2006;12(5):639-45.)
I
ricercatori inglesi del Walton Centre for Neurology and Neurosurgery di
Liverpool hanno dimostrato che l’estratto di cannabis
Sativex
della GW Pharmaceuticals è efficace nel ridurre il dolore centrale neuropatico
e i disturbi del sonno in malati con sclerosi multipla (SM). "Il dolore
central neuropatico è frequente nei malati di SM. Può essere estremamente
debilitante e rispondere poco alle terapie disponibili," ha detto la Dr
Carolyn Young, ricercatore principale dello studio.
Lo
studio, di 5 settimane controllato con placebo, è stato condotto in 66 pazienti
con SM che avevano dolore neuropatico cronico. 64 pazienti hanno completato lo
studio, e di questi 32 hanno ricevuto l’estratto di cannabis e 32 il placebo.
Il Sativex contiene uguali quantità di THC e cannabidiolo (CBD) ed è
somministrato come spray sotto la lingua. La dose quotidiana massima di THC era
25 mg (range: 5-65 mg). Il dolore e i disturbi del sonno sono
stati registrati giornalmente su una scala numerica a 11 punti. La cannabis ha
provocato una riduzione media del dolore di 2.7
(base:
6.5) in confronto con
1.4
(base: 6.4) nel gruppo del placebo. Il sonno era significativamente migliorato
di 2.5 punti con la cannabis ma di solo 0.8 punti con il placebo. L’estratto di
cannabis è stato in genere ben tollerato, sebbene più pazienti
che
con il placebo abbiano riferito capogiri, bocca secca e sonnolenza.
Sulla
base di questi risultati, pubblicati nella rivista Neurology, il Sativex è
stato approvato come farmaco in Canada per il sollievo sintomatico del dolore
neuropatico negli adulti con SM ed è disponibile in farmacia da giugno 2005.
(Fonti: Rog DJ, Nurmikko TJ, Friede T, Young CA. Randomized,
controlled trial of cannabis-based medicine in central pain in multiple
sclerosis. Neurology
2005;65(6):812- 9; comunicato stampa della
GW
Pharmaceuticals del 27 Settembre 2005)
I dati di uno studio clinico pubblicati nel
Marzo 2006 mostrano che sia un estratto di cannabis che il THC puro causano una
significativa riduzione dell’incontinenza rispetto a un placebo. Lo studio era
parte di un trial multicentrico sui cannabinoidi in 630 pazienti con sclerosi
multipla (studio CAMS) condotto in UK, i cui principali risultati erano
già stati pubblicati nel 2004.
I participanti avevano ricevuto o il
Cannador (estratto di cannabis incapsulato), il Marinol (preparazione di THC) o
un placebo per 15 settimane alla dose massima di 10-25 mg di THC a seconda del
peso corporeo. I pazienti tenevano un diario dell’incontinenza. L’estratto di
cannabis portò a una riduzione del 38% dell’incontinenza, il THC del 33%, e il
placebo del 18%. I ricercatori concludono che questi risultati “suggeriscono un
effetto clinico della cannabis sugli episodi di incontinenza nei pazienti con
sclerosi multipla." (Fonte: Freeman RM, Adekanmi O, Waterfield MR, Waterfield
AE, Wright D, Zajicek J. The effect of cannabis on urge incontinence in
patients with sclerosi multipla : a multicentre, randomised placebo-controlled
trial (CAMS-LUTS). Int Urogynecol J Pelvic Floor Dysfunct 2006 Mar 22; [pubblicazione
elettronica anticipata rispetto alla stampa])
IACM: notizie dalla
Conferenza IACM 2005 presso l’Università di Leiden
Cannabis
nella sclerosi multipla: ricercatori britannici hanno
presentato i risultati di uno studio a lungo termine su un estratto di cannabis
(Sativex) nella sclerosi multipla. I pazienti soffrivano di almeno uno dei
seguenti sintomi: spasticità, spasmi, problemi alla vescica, tremore o dolore.
Nello studio a lungo termine sono stati inclusi 137 pazienti (durata media: 434
giorni [minimo 21, massimo 814]); tale studio conseguiva a una sperimentazione
acuta di sei settimane su 160 pazienti. Nello studio acuto la dose massima
giornaliera consisteva in media in 37.5 mg di THC e CBD. 66 pazienti affetti da
spasticità hanno completato 82 settimane di trattamento. Nello studio acuto il
gruppo presentava all’ingresso una spasticità media, calcolata sulla scala
analoga visuale, di 69.5 punti, ridotta a 34.2 all’ingresso nello studio a
lungo termine e si assestava a 31.8 dopo 82 settimane. Lo studio dimostra che i
benefici effetti della cannabis sulla spasticità nella sclerosi multipla
sembrano mantenersi nel corso del trattamento a lungo termine, senza andare
incontro a fenomeni di tolleranza. (Estratto da Robson et al.)
Mercoledì
5 Gennaio 2005, 9:29
Sono stati pubblicati i
risultati preliminari di uno studio a lungo termine, noto sotto il nome di
British CAMS Study (Cannabinoids in Multiple Sclerosis), riguardante la più
grande sperimentazione clinica sinora condotta sul THC e la cannabis nella
sclerosi multipla. I risultati della sperimentazione, della durata di 15
settimane e riguardante un totale di 630 pazienti rientranti nei criteri di
inclusione, erano stati pubblicati sul Lancet nel novembre 2003. L’80% della
popolazione dei pazienti originaria ha poi partecipato ad uno studio di
prosieguo della durata di 12 mesi. Mentre nello studio a breve termine non era
stato rilevato un effetto significativo dei cannabinoidi sui parametri
obiettivi di spasticità secondo la scala di Ashworth, lo studio a lungo termine
ha dimostrato effetti significativi su tale parametro nel gruppo trattato con
THC. Come nello studio a breve termine, non vi era miglioramento obiettivo
significativo della spasticità nel gruppo trattato con cannabis rapportato a
quello placebo. Nello studio di 15 settimane, 657 pazienti con sclerosi
multipla stabile e spasticità muscolare avevano assunto o un estratto capsulato
di cannabis, o THC o placebo. La dose massima giornaliera era di 10-25 mg di
THC. 630 pazienti risultavano statisticamente analizzabili. Benché non ci
fossero prove obiettive che la cannabis attenuasse la spasticità causata dalla
malattia, i pazienti avevano riferito di miglioramenti soggettivi del dolore e
della spasticità stessa. La mobilità risultava anch’essa migliorata. I
risultati dello studio avevano indotto gli esperti a formulare conclusioni discrepanti
rispetto ai benefici terapeutici dei cannabinoidi nella sclerosi multipla. Sino
ad oggi sono disponibili solo informazioni preliminari sullo studio di 12 mesi.
Non è chiaro perché il THC e non la cannabis abbiano effetti sulla scala di
Ashworth. Sulla base dei dati preliminari, gli autori sono giunti alla
conclusione che “I risultati iniziali suggeriscono che ci potrebbero essere
maggiori benefici sul lungo periodo rispetto a quelli trovati nella prima parte
dello studio.” (Fonti: Comunicato stampa del 9 ottobre 2004 sulla
sperimentazione di cannabinoidi nella sclerosi multipla; Zajicek J. The
cannabinoids in MS study – final results from a 12 months follow-up. Mult.
Scler. 2004; 10 [suppl 2]: 115).
Tre studi clinici sull’effetto del THC e della cannabis
sono stati pubblicati nel numero di agosto della rivista Multiple
Sclerosis. Gli studi di
Wade et al. (2004) di Oxford e di Brady et al. (2004) di
Londra hanno usato un estratto spray
di cannabis e lo studio svizzero di
Vaney et al. (2004) un estratto di cannabis in capsule.
Lo studio svizzero su 57 pazienti, che hanno ricevuto una
dose giornaliera di 15-30 mg THC, hanno mostrato una
riduzione della frequenza degli spasmi e un miglioramento
della mobilità nei 37 pazienti che hanno ricevuto almeno il
90% della dose massima. Gli autori concludono che
l’estratto "può ridurre la frequenza degli spasmi e
aumentare la mobilità con effetti collaterali tollerabili
nei pazienti con SM e spasticità persistente e resistente ad altri
farmaci".
160 pazienti con SM e uno dei seguenti sintomi sono stati
inclusi nello studio di Wade et al. (2004): spasticità, spasmi,
problemi vescicali, tremore o dolore. Essi ricevettero
dosi quotidiane da 2.5 a 120 mg di THC. Con l’estratto di
cannabis il punteggio del sintomo primario si ridusse in
modo non significativo da una media di 74 a 49, e con il
placebo da 74 a 55. I punteggi della spasticità furono
invece ridotti significativamente.
Brady et al. (2004) hanno investigato l’effetto della cannabis in 21 pazienti con
disfunzioni della vescica, 15 dei quali
hanno completato lo studio. L’urgenza urinaria, il numero
e il volume degli episodi di incontinenza, la frequenza dello
svuotamento della vescica, e la nicturia diminuirono
tutti significativamente a seguito del trattamento.
Gli abstracts degli articoli sono disponibili online
nell’archivio di studi clinici IACM all’indirizzo http://www.cannabis-med.org/studies/study.php
(Fonti: Vaney C, et al. Mult Scler
2004;10(4):417-24; Wade
DT, et al. Mult Scler
2004;10(4):434-41;
Brady CM, et al.
Mult Scler 2004;10(4):425-33.)
L'obiettivo
dello studio è stato quello di valutare se un estratto medicinale a base di
Cannabis fosse in grado di ridurre alcuni sintomi nei pazienti con sclerosi
multipla.
Sono
stati arruolati 160 pazienti ambulatoriali affetti da sclerosi multipla e che
manifestavano spasticità, spasmi, problemi alla vescica, tremore o dolore.
I
pazienti sono stati trattati con spray oromucosali di placebo, oppure con
estratti medicinali a base di Cannabis contenenti uguali quantità di
delta-9-tetraidrocannabinolo ( THC ) e cannabidiolo ( CBD ) ad una dose di
2.5-120mg ogni giorno, in dosi separate.
La
misura dell'outcome primario era il punteggio della scala VAS ( Visual Analogue
Scale) per ciascuno dei sintomi più fastidiosi avvertiti dal paziente.
Dopo
la somministrazione degli estratti a base di Cannabis, il punteggio del sintomo
primario si è ridotto da un valore medio di 74.36 a 48.89, e da 74.31 a 54.79
con placebo.
I
punteggi VAS per la spasticità si sono significativamente ridotti dopo
l'assunzione dell'estratto medicinale a base di Cannabis (
Sativex
)
rispetto al placebo ( p = 0.001 ).
Non
sono stati riscontrati significativi effetti indesiderati sulla funzione
cognitiva o sull'umore, e l'intossicazione è risultata generalmente lieve.
Fonte:
Wade D T et al,
Mult Scler 2004; 10: 434-441
---------------------------
In
questo studio, condotto su 160 pazienti con Sclerosi Multipla provenienti da 3
centri clinici inglesi, è stato valutato l’effetto di estratti standardizzati
di cannabis su sintomi diversi: spasticità, disturbi urinari, tremore, dolore.
Vari
derivati della cannabis (somministrati per bocca o sotto forma di spray orale)
sono stati confrontati con preparazioni analoghe di placebo. Per ogni paziente
l’eventuale attività veniva valutata rispetto al suo sintomo principale,
utilizzando un punteggio, soggettivo, basato su una scala analogica.
Gli
estratti di cannabis sono risultati più efficaci del placebo nel ridurre la
gravità media del sintomo-indice; per la spasticità, in particolare, la
differenza tra farmaco attivo e placebo è stata altamente significativa. Non
sono stati osservati effetti collaterali di rilievo sull’umore o sulle facoltà
cognitive e, in generale, la tossicità del trattamento è stata modesta.
fonte:
DT Wade et al. Do
cannabis-based medicinal extracts have general or specific effects on symptoms
in multiple sclerosis? A double-blind, randomized, placebo-controlled study on
160 patients. Multiple Sclerosis 2004, 10 ; 434.
--------------------------------------------------------------
Questo
studio, randomizzato e in doppio cieco, è stato condotto allo scopo di verificare
l’attività di estratti standardizzati di cannabis sativa, somministrati per via
orale, in 50 soggetti scarsamente responsivi ai comuni trattamenti
antispastici,
ricoverati
presso una struttura di riabilitazione, in Germania.
Il
disegno dello studio, piuttosto complesso, prevedeva la somministrazione di
farmaco attivo e di placebo in un gruppo di controllo, per una durata di 14
giorni. La valutazione dei risultati si basava su rilevazioni soggettive e
oggettive.
Lo
studio, pur non avendo evidenziato differenze statisticamente significative a
favore del trattamento con l’estratto di cannabis, ha mostrato una tendenza al
miglioramento della spasticità, a fronte di effetti collaterali di entità
moderata.
fonte
: C.Vaney et al. Efficacy, safety and tolerability of an orally administered cannabis
extract in the treatment of spasticity in patients with multiple sclerosis: a
randomized, double-blind, placebo-controlled, crossover study. Multiple
Sclerosis 2004, 10 ; 417.
------------------------
http://it.news.yahoo.com/040701/43/2un6m.html
Giovedì
1 Luglio 2004, 12:26
Di
SclerosiOnline.net
(
Xagena - Neurologia ) - L’interazione tra leucociti ed endotelio rappresenta un
importante step nella progressione della sclerosi multipla.
Gli
agonisti dei recettori per i cannabinoidi sono in grado di down-regolare le
risposte immunitarie.
Esistono
inoltre evidenze, seppur preliminari, che queste sostanze possono rallentare la
progressione della sclerosi multipla.
Ricercatori
della Temple University a Filadelfia hanno esaminato come gli agonisti dei
recettori per i cannabinoidi possano interfere con il “rolling” e l’adesione
dei leucociti.
Lo
studio ha riguardato animali affetti da encefalomielite autoimmune sperimentale
( EAE ), una malattia simile alla sclerosi multipla.
I
risultati hanno dimostrato che l’EAE aumenta il “rolling” e l’adesione dei
leucociti a livello cerebrale e che questa aumentata interazione
leucociti-endotelio può essere attenuata mediante somministrazione di
WIN
55212-2. ( Xagena )
---------------------------------------
http://www.aism.it/includes/homepage/home_core_70000.asp?cat=70000&id=1314
<http://www.aism.it/includes/homepage/home_core_70000.asp?cat=70000&id=1314>
28
Giugno 2004
La
casa farmaceutica GW Pharmaceuticals ha annunciato risultati preliminari
positivi nel trial clinico di fase III che valuta l’effetto di Sativex® sulla
spasticità in 189 pazienti con SM.
Nel
trial di fase III, è stato evidenziato un miglioramento statisticamente
significativo, rispetto al placebo, nella spasticità misurata tramite una scala
numerica (p<0.05), l’end point primario dello studio. Altre scale di
misurazione secondarie, come la scala di Ashworth, hanno fornito risultati in
favore di Sativex® che però non hanno raggiunto la significatività statistica.
Il
trial è multicentrico, in doppio cieco, randomizzato con placebo. Oltre al
farmaco dello studio, i pazienti hanno continuato ad assumere la loro terapia
di base. La spasticità è uno dei sintomi più comuni della SM e può interferire
su molti aspetti della vita quotidiana.
Il
dr. Geoffrey Guy, presidente esecutivo della GW Pharmaceuticals, ha affermato
“Questo positivo trial di fase III supporta ulteriormente i dati sull’efficacia
di Sativex® sulla spasticità, uno dei sintomi più comuni della SM. Gli effetti
ottenuti in questo trial sono superiori a quelli ottenuti dai pazienti con le
loro terapie di base. Oltre all’effetto sulla spasticità, i trial precedenti
sulla SM hanno mostrato che il farmaco riduce il dolore e i disturbi del sonno
e migliora la qualità della vita.”
Vi
ricordiamo che Sativex® è un estratto dalla pianta medicinale cannabis che
contiene tetraidrocannabinolo (THC) e cannabinoidi (CBD) come componenti
principali. Il farmaco viene somministrato tramite spray orale.
Sono
stati presentati al convegno della "British Association for the
Advancement of Science", a Exeter, i risultati della prosecuzione del
follow-up dello studio CAMS,
pubblicato
lo scorso novembre su Lancet, e condotto su 630 malati di sclerosi multipla.
Il
prof. Zajicek, ricercatore del Derriford Hospital di Plymouth (UK) che ha
coordinato lo studio - pur pesando le parole con la massima prudenza - ha detto
che, sulla base delle nuove osservazioni, sembrano esserci benefici a lungo
termine che non si erano resi evidenti nella prima parte dello studio, e in
particolare che la cannabis può aiutare a rilassare i muscoli rigidi e spastici,
oltre che migliorare l’umore dei malati.
Alla
fine della prima fase dello studio (15 settimane), più di 500 pazienti avevano
accettato di continuare la terapia in corso (THC, estratto di cannabis, o
placebo) per un intero anno. Alla fine dei 12 mesi i pazienti che avevano
ricevuto la sostanza attiva hanno mostrato decisi miglioramenti, sia come
riduzione della spasticità, sia come riduzione generale del grado di
disabilità. Il risultato è in accordo con gli studi su animali che hanno
mostrato che i cannabinoidi riducono il danno neurologico e ritardano la morte
delle cellule. I risultati del nuovo studio dovrebbero essere pubblicati fra
breve.
A
distanza di qualche giorno,
a
Parigi, nel corso del "Meeting of the International Continence Society and
the International UroGynecological Association", sono stati presentati
risultati molto incoraggianti sull’efficacia dei cannabinoidi nel trattamento
dell’incontinenza urinaria nei malati di sclerosi multipla.
Lo
studio ha dimostrato che i cannabinoidi diminuiscono sia il numero di episodi
di incontinenza sia la quantità di urina perduta. Secondo uno dei ricercatori,
il dr. Robert Freeman, urologo di Plymouth, sebbene siano necessari ulteriori
studi a conferma, i risultati si devono considerare molto incoraggianti,
considerando che fino all’80% dei malati di sclerosi multipla ha problemi di
incontinenza urinaria.
Fonti:
New Scientist
10 Set 2004 http://www.newscientist.com/
The Guardian, 11 Set 2004
http://www.guardian.co.uk/guardian/
Medical Post
21 Set 2004
http://www.medicalpost.com/
Per
saperne di più:
http://www.hs.plymouth.ac.uk/cannabis-trial/
CANNABIS-BASED medicines
may be of benefit to some multiple sclerosis sufferers, research showed today.
But scientists studying more than 600 people around the
In uno studio che ha coinvolto 350 pazienti malati di
sclerosi multipla, l'azienda farmaceutica "GW Pharmaceuticals", che
sta sperimentando l'uso medico della cannabis, ha rilevato risultati
statisticamente significativi sulla riduzione di dolori neuropatici e di
disturbi del sonno. I risultati di questo studio, che e' il primo che viene
eseguito in modo ufficiale, ai primi del 2003 verranno sottoposti alla
Medicines Control Agency, in modo da poter lanciare sul mercato britannico,
prima della fine del nuovo anno, il primo farmaco a base di cannabis. Per
questo motivo la GW, nei prossimi mesi, si incontrera' con le aziende farmaceutiche
AstraZeneca e GlaxoSmithKline per cercare di stabilire un accordo sulla
promozione e sulla distribuzione.
In uno studio alla Clinica Montana (Svizzera) sotto la
guida del dott. Claude Vaney sono stati studiati gli effetti di capsule di
estratto di cannabis su 57 pazienti con sclerosi multipla.
In un disegno "crossover" metà dei pazienti
ricevette prima un placebo e poi l'estratto, mentre l'altra metà ricevette
prima la cannabis. La dose fu aggiustata secondo la tolleranza individuale. Le
dosi massime giornaliere variarono fra 75 e 30 mg di THC.
Il tono muscolare valutato con la scala Ashworth non fu
significativamente influenzato dalla cannabis in confronto al placebo.
Tuttavia, soggettivamente il numero di spasmi muscolari e la loro intensità
furono ridotti. La mobilità, come misurata con il Rivermead-Mobility-Index
(RMI) migliorò con la cannabis. Il sonno non fu influenzato significativamente.
In generale, il farmaco fu ben tollerato. Le performances cognitive e motorie
non furono significativamente influenzate dalla cannabis.
Una pubblicazione dettagliata è in corso di preparazione.
(Fonte:
Fortissimo 1 Marzo 2002, Journal of the Swiss Multiple Sclerosis Society)
Un ricercatore canadese confrontò il quoziente di
intelligenza (QI) di 15 forti consumatori attuali di cannabis, 9 modesti
consumatori attuali, 9 ex consumatori regolari e 37 non-consumatori in un
gruppo di 70 giovani. I partecipanti erano stati seguiti fin dalla nascita, e
all'epoca dello studio avevano 17-20 anni.
L'uso attuale di marijuana era significativamente
correlato relativamente alla dose con un declino del QI quando era confrontato
con il QI misurato all'età di 9-12 anni. Nei forti consumatori attuali il QI
dimostrava una diminuzione di 4.1 punti, confrontata con guadagni di QI per i
modesti consumatori attuali (5.8), ex-consumatori (3.5) e non- consumatori
(2.6).
Gli autori conclusero che l'uso attuale di cannabis
"aveva un effetto negativo sul punteggio globale del QI solo nei soggetti
che fumavano 5 o più spinelli alla settimana" e che "la marijuana non
ha un effetto negativo a lungo termine sull'intelligenza globale."
Gli ex-consumatori avevano fumato marijuana regolarmente
nel passato, ma non per almeno gli ultimi 3 mesi. Forte consumo attuale era
definito come fumare almeno 5 spinelli alla settimana. Modesto consumo era
definito come consumo di meno 5 spinelli alla settimana.
(Fonte: Fried P, et al. Current and former marijuana use: preliminary
findings of a longitudinal study of effects on IQ in young adults. CMAJ 2002;166(7):887-91)
Un'ampia maggioranza dei deputati nella Camera bassa del
Parlamento ha detto l'8 aprile che sosterrà una proposta di legge del governo
per permettere ai medici di prescrivere cannabis.
La legge ha anche bisogno dell'approvazione del Senato,
attesa nel corso dell'anno. Se passerà, due coltivatori selezionati e
controllati dal governo produrranno la cannabis. I parlamentari dei tre partiti
al governo e dei due maggiori partiti all'opposizione hanno detto che
approveranno la legge.
Il portavoce del ministro della salute Bas Kuik ha detto
che la cannabis per scopi medici sarà probabilmente disponibile nelle farmacie
entro un anno.
(Fonte: Associated Press dell'8 aprile 2002)
da
www.serono.org
Uno studio clinico randomizzato in doppio cieco, condotto su un piccolo
gruppo di 21 pazienti, ha dimostrato l'efficacia del cannabinoide sintetico
CT-3 quale analgesico nei pazienti con dolore neuropatico cronico. I risultati
dello studio, che erano stati presentati dal dottor Udo Schneider della Medical
School of Hannover , alla conferenza IACM dello scorso settembre, sono stati
adesso pubblicati sul Journal of the American Medical Association.
Fonte: Karst M, et al. Analgesic Effect of the
Questa ricerca, che ha utilizzato un modello animale della sclerosi
multipla, chiamato encefalomielite sperimentale allergica (ESA), dimostra che i
topi privi di recettori per i cannabinoidi CB-1 tollerano molto meno gli
insulti infiammatori rispetto ai topi normali che sviluppano notevole
neurodegenerazione per una reazione immunitaria.
Gli autori concludono che "in
aggiunta al controllo dei sintomi, la cannabis potrebbe anche rallentare i
processi neurodegenerativi che alla fine portano alla disabilita' cronica nella
sclerosi multipla e forse anche in altre malattie."
Fonte: Pryce G, et al. Cannabinoids
inhibit neurodegeneration in models of multiple sclerosis. Brain.2003; 126:
2191-2202
Il più grande studio sull’uso della cannabis e del THC (dronabinolo) per
alleviare i sintomi della sclerosi multipla (SM) ha prodotto risultati misti,
ma i medici affermano che ci sono dati sufficienti per concedere la licenza per
il trattamento della malattia.
Benché non ci siano prove obiettive che la cannabis allevi la spasticità,
ovvero la rigidità muscolare causata dall’affezione, i pazienti hanno riferito
miglioramenti in rapporto al dolore e agli spasmi. Anche la mobilità è
risultata migliorata.
657 pazienti affetti da SM stabile e spasticità muscolare hanno ricevuto o
una capsula di estratto di cannabis, o THC o un placebo. Le capsule di cannabis
contenevano 2.5 mg di THC e 1.25 mg di cannabidiolo (CBD). La sperimentazione è
durata 15 settimane ed è cominciata con una fase di aggiustamento della dose di
5 settimane: durante tale periodo, i pazienti sono stati richiesti di aumentare
la loro dose di una capsula due volte al giorno ad intervalli settimanali fino
ad una dose massima giornaliera di 10-25 mg di THC (a seconda del peso
corporeo). Se si presentavano effetti collaterali, ai pazienti veniva
consigliato di non aumentare la dose.
La cura è stata generalmente ben tollerata. Non è stato rilevato un
miglioramento obiettivo della spasticità misurata secondo la scala di Ashworth.
Tuttavia, si è rilevata una tendenza ad un lieve miglioramento nei pazienti
sotto cannabis e THC, con una riduzione sul totale del punteggio di Ashworth di
0.32 per la cannabis e di 0.42 per il THC rispetto al placebo. Si è rilevato,
invece, un effetto curativo per quanto riguarda certi sintomi soggettivi. Il
61% ed il 60% dei pazienti cui sono stati somministrati, rispettivamente,
estratto di cannabis e THC hanno riferito un miglioramento della spasticità,
rispetto al solo 46% di quelli sotto placebo. Per il dolore le cifre
corrispondenti sono state, rispettivamente, 42%, 35% e 26%. E’ stata anche
dimostrato un miglioramento della deambulazione con la cannabis e il THC per i
pazienti dotati di mobilità.
“C’è una fascia di positivi ed una di negativi. Tutto sommato, penso che ci
sono dati sufficienti per procedere con la licenza e il processo di
registrazione” ha detto alla Reuters il dott. John Zajicek, che ha diretto lo
studio. Zajicek ha anche affermato che la ricerca solleva il problema di
decidere se è più importante la valutazione del medico o la prospettiva del
malato.
“Io ritengo che se c’è un conflitto, ciò che è importante è la percezione
del malato e quindi considero i risultati piuttosto incoraggianti” ha dichiarato
all’Associated Press il dott. Roger Pertwee, professore di neurofarmacologia
all’Università di Aberdeen, che non era coinvolto nello studio.
Una possibile spiegazione per i risultati misti potrebbe essere che la
prova muscolare chiamata scala di Ashworth non è abbastanza sensibile per
cogliere modificazioni che risultano invece significative per il paziente. “Si
tratta di una prova molto remota dalla vita di ogni giorno. Spostare su e giù
la gamba di qualcuno che giace su un lettino non si traduce necessariamente
molto bene in ciò che accade quando la stessa persona si alza, cerca di
camminare in giro o fa i lavori di casa e così via” ha detto il dott. Alan
Thompson, professore di neurologia a Londra.
(Fonti: Zajicek J, Fox P,
Sanders H, Wright D, Vickery J, Nunn A, Thompson A, on behalf of the UK MS
Research Group. Cannabinoids for treatment of spasticity and other symptoms
related to multiple sclerosis [CAMS study]: multicentre randomised
placebo-controlled trial. Lancet 2003: 362 [9385]: 1517-1526. Reuters del 7
novembre 2003, Associated Press
CANNABIS-BASED medicines
may be of benefit to some multiple sclerosis sufferers, research showed today.
But scientists studying more than 600 people around the
(ANSA) - LONDRA, 7 NOV - Medicinali a base di marijuana possono
alleviare le sofferenze dei malati di sclerosi multipla. Lo ha
stabilito uno studio dell'universita' di Plymouth, il piu'
approfondito compiuto finora nel mondo, pubblicato sulla rivista
medica The Lancet. I ricercatori hanno testato gli effetti
della droga su 600 pazienti
britannici e circa i due terzi hanno detto di aver riscontrato una
diminuzione dei sintomi della malattia. I malati di sclerosi multipla, che solo
nel Regno Unito sono circa
85mila, soffrono di spasmi muscolari, forti dolori e insonnia. La
sclerosi e' la malattia neurologica piu' diffusa tra i giovani
adulti del mondo occidentale. I prodotti derivati dalla marijuana
possono aiutare, secondo la ricerca, tutte queste persone ad
ottenere una migliore qualita' della vita. ''Questi miglioramenti possono fare la
differenza, per le persone
malate di sclerosi multipla - ha commentato Mike O'Donovan, capo
esecutivo della Multiple Sclerosis Society - e crediamo che quello
che puo' portare beneficio ai malati dovrebbe poter essere
prescritto come cura dal sistema sanitario nazionale''. Gli stessi
pazienti hanno detto di sentirsi meglio quando assumono
marijuana, sentendo molto meno sintomi quali spasmi muscolari e
tremori. Diverse compagnie farmaceutiche stanno gia' lavorando allo
sviluppo di medicinali basati su derivati della droga.(ANSA).
Al Quarto Congresso dell’European Federation of
IASP Chapters il 2-6 Settembre 2003 a Praga sono stati presentati due nuovi
studi clinici su prodotti a base di cannabis nella sclerosi multipla, uno di
ricercatori danesi che hanno studiato gli effetti del THC (dronabinol) in 2
pazienti con SM e uno di ricercatori inglesi che
hanno studiato l’efficacia di uno spray sublinguale di cannabis in 66 pazienti
con SM.
Sotto la guida del dr. KB Svendsen del Danish
Pain Research Center dell’Aarhus University Hospital, 24 pazienti SM con dolore
neuropatico sono stati sottoposti a uno studio crossover in doppio cieco,
controllato con placebo, con il dronabinol (THC), somministrato fino a un
massimo di 10 mg al giorno. Le due fasi di trattamento di 3 settimane furono
separate da un periodo di 3 settimane di “wash out” (eliminazione totale della
sostanza). L’intensità del dolore spontaneo diminuì significativamente durante
il trattamento con dronabinol rispetto al placebo. Il sollievo dal dolore fu
significativamente più grande con il dronabinol.
I dottori CA Young and DJ Rog del Walton Centre
for Neurology and Neurosurgery di Liverpool hanno presentato i risultati del
loro studio parallelo, controllato con placebo con uno spray sublinguale di
cannabis contenente 2.7 mg THC e 2.5 mg CBD per
erogazione in 66 pazienti con SM, che potevano prendere fino a 48 unità al
giorno. Dopo 4 settimane ci fu una significativa riduzione del dolore in media
e una significativa riduzione dei disturbi del sonno.
Altre notizie: http://www.cannabis-med.org/studies/study.php
(Fonte: Poster abstracts del Congresso di Praga)
Marijuana, immunity and infection Journal of
Neuroimmunology, Vol. 83 (1-2) (1998) pp. 102-115